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Non è vero, ma ci credo!

    La superstizione, dicono gli psicologi, costituisce il freno della civiltà e del progresso, ma molti grandi uomini abruzzesi ne sono stati "contagiati".

    D'Annunzio, per citarne uno, era supestiziosissimo. Basta visitare la sua sontuosa residenza a Gardone Riviera per notare, in una sorta di rassegna del kitsch, amuleti, corni d'avorio e statuette orientali che certamente non erano oggetti sacri.
Si dice anche che quando gli capitava di scrivere una lettera (e sì che ne ha scritte tante!) il 17 di un mese, cambiava la data con il numero 18.

    Ancora più grave era la situazione del filosofo Benedetto Croce che aveva paura dei cosiddetti "iettatori", ma purtroppo veniva considerato anche lui un menagramo.
Dichiarò, proprio per fede scaramantica, che avrebbe potuto scrivere libri sull'inesistenza della scalogna, ma non ne aveva il tempo.

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