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L'8 agosto 1956 a Marcinelle, in Belgio, si verificò una delle più gravi disgrazie minerarie. 270 minatori, tra cui ben 139 italiani dei quali molti abruzzesi, rimasero sepolti sotto le viscere della terra
Provenivano da Manoppello, Isola del Gran Sasso, Farindola, Lettomanoppello, e Turrivaliganni.
Erano partiti dalla nostra regione, consapevoli che il lavoro da minatore aveva i suoi rischi, spesso irreversibili, ma fra loro c'erano giovani che volevano mettere su famiglia, altri meno giovani che volevano far studiare i propri figli ed altri, avvicinatisi all'età pensionabile, intendevano aumentare i risparmi per comprare un po' di terra al paese.
Quando arrivò la notizia della tragedia molti abruzzesi se ne stavano al mare, sotto l'ombrellone, ma la portata del drammatico avvenimento non potè passare sotto silenzio, anche perchè si trattava di una disgrazia della povertà.
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