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Gli Acquaviva, padroni di buona parte della provincia di Teramo, allora Pretutio, amavano mangiar bene e bere meglio.
Nel XV secolo Antonio Acquaviva, conte di S. Flaviano e di Montorio, mandò i propri cuochi a Mantova presso i Gonzaga, nobili votati alla buona tavola. La raccomandazione fu quella di riportare le ricette "che tirano sù", come dire: quelle erotiche.
Chiunque può leggerle, sono chiuse nella cassaforte della Biblioteca Bindi di Giulianova, altra sede degli Acquaviva.
Eccole: "Animelle alla griglia" (testicoli di toro ai ferri), "Cinghiale all'agrodolce" (con maggiorana, sedano, uva passita e prugne secche). E poi ancora vino afrodisiaco, "Balsamo dell'amore" (a base di mirtilli e datteri).
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