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Se è vero che senza gli ingredienti vegetali si mangia male, è anche vero che senza le erbe non ci si cura. Nessuno infatti può negare che buona parte della farmacologia provenga dall'erboristeria: gli antichi definivano quest'ultima la "speziarie di Die 'bbone", la farmacia del buon Dio.
Scrutando fra le coltivazioni dei giardini officinali esistenti lungo le nostre vallate, dal Tronto al Trigno, attraverso il Tordino, Vomano, Pescara e Sangro, possono essere catalogate tante specialità di erbe.
E' così che si ripensa a quando con il decotto dei semi di porro si curavano i denti, contro il mal di stomaco si ricorreva ai fiori di camomilla bolliti nel vino bianco e per l'intestino veniva consigliato il sorseggio di un infuso di salvia e di rosmarino.
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