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Gli anni di piombo non risparmiarono l'Abruzzo.
Il 29 giugno 1979 gli abruzzesi seppero, da una notizia-flash del Giornale Radio, che era stato assassinato dai terroristi il Giudice Emilio Alessandrini, pescarese con genitori teramani, mentre era fermo in auto a un semaforo di Via Muratori a Milano.
Era molto stimato a Pescara per la sua carica di umanità e per il suo rigore professionale. A Milano conduceva le indagini sulla strage di Piazza Fontana.
La sua morte fu decretata per la strada che con rigore aveva imboccato: quella della difesa ad oltranza dello Stato.
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