Newsletter
   Storie di Abruzzesi Abruzzesi nella storia    
Abruzzesi nella storia
 Abruzzesi nella storia  Abruzzesi nel mondo  Piccole grandi storie

 Gabriele D'Annunzio
Otto grandi personaggi
Benedetto Croce
Gabriele D'Annunzio
Ennio Flaiano
Giulio Mazzarino
Francesco Paolo Michetti
Publio Ovidio Nasone
Ignazio Silone
Francesco Paolo Tosti
Vai agli altri personaggi
della storia d' Abruzzo

Cerca personaggio
 Cerca :
 Cerca per: Nome
  Cognome
Professione
Anno di nascita
 
Pescara, 12/03/1863 - Gardone Riviera (Bs), 01/03/1939

     E' considerato certamente un genio della poesia italiana e rappresenta l’orgoglio e il vanto degli abruzzesi. Il Vate, Gabriele d’Annunzio, nacque a Pescara il 12 marzo 1863 e visse la sua intensa ed eclettica vita all'insegna del lusso e dell'edonismo più sfrenati. Seppe sintetizzare alla perfezione, con la sua esistenza, le sue opere e la sua attività politica, il binomio "pensiero e azione". E in questi tre grandi momenti, infatti, si può sintetizzare la presenza e lo spessore culturale di D'Annunzio nell'Italia a cavallo tra il XIX e XX secolo.

     Fu soldato eroico, interventista e "creativo". Di lui si ricordano, tra le tante gesta, "il volo su Vienna" e "la beffa di Buccari". Visse una vita avventurosa e salottiera, tra ville, donne e agi. Sposò, dopo una clamorosa fuga, la duchessina Maria Hardouin di Gallese che dopo pochi anni e tre figli lo lasciò a causa dei frequenti tradimenti. Discussa anche la sua unione con la principessa Maria Gravina Cruyllas, che lascerà il marito per vivere con il poeta e seguirlo in Abruzzo dove D'Annunzio riparò, presso il "Conventino" di Michetti, per fuggire dai debiti. Celeberrimo il suo rapporto con Eleonora Duse, la più celebre diva dell'epoca e tra le più grandi attrici di teatro di tutti i tempi.
La sua attività letteraria fu prolifica e vivace quanto la sua vita. Fu poeta insigne, narratore, drammaturgo, saggista e giornalista, producendo una tale mole di scritti e di tale valenza da risultar difficile elencarli tutti.
Veniva chiamato "l’immaginifico" per il suo inconfondibile stile descrittivo.
Fra le sue opere si citano le Laudi e Alcione, scrisse per il teatro Francesca da Rimini, La figlia di Jorio, La Gioconda e La Nave.
A Villa Cargnacco di Gardone Riviera (Brescia), dove morì il primo marzo 1938, si era trasferito definitivamente nel 1921, trasformandolo nel Vittoriale degli italiani e donandolo al Regno d'Italia per celebrarne la grandezza.