E' considerato certamente un genio della poesia italiana e rappresenta lorgoglio e il vanto degli abruzzesi. Il Vate, Gabriele dAnnunzio, nacque a Pescara il 12 marzo 1863 e visse la sua intensa ed eclettica vita all'insegna del lusso e dell'edonismo più sfrenati. Seppe sintetizzare alla perfezione, con la sua esistenza, le sue opere e la sua attività politica, il binomio "pensiero e azione". E in questi tre grandi momenti, infatti, si può sintetizzare la presenza e lo spessore culturale di D'Annunzio nell'Italia a cavallo tra il XIX e XX secolo.
Fu soldato eroico, interventista e "creativo". Di lui si ricordano, tra le tante gesta, "il volo su Vienna" e "la beffa di Buccari".
Visse una vita avventurosa e salottiera, tra ville, donne e agi. Sposò, dopo una clamorosa fuga, la duchessina Maria Hardouin di Gallese che dopo pochi anni e tre figli lo lasciò a causa dei frequenti tradimenti. Discussa anche la sua unione con la principessa Maria Gravina Cruyllas, che lascerà il marito per vivere con il poeta e seguirlo in Abruzzo dove D'Annunzio riparò, presso il "Conventino" di Michetti, per fuggire dai debiti. Celeberrimo il suo rapporto con Eleonora Duse, la più celebre diva dell'epoca e tra le più grandi attrici di teatro di tutti i tempi.
La sua attività letteraria fu prolifica e vivace quanto la sua vita. Fu poeta insigne, narratore, drammaturgo, saggista e giornalista, producendo una tale mole di scritti e di tale valenza da risultar difficile elencarli tutti.
Veniva chiamato "limmaginifico" per il suo inconfondibile stile descrittivo.
Fra le sue opere si citano le Laudi e Alcione, scrisse per il teatro Francesca da Rimini, La figlia di Jorio, La Gioconda e La Nave.
A Villa Cargnacco di Gardone Riviera (Brescia), dove morì il primo marzo 1938, si era trasferito definitivamente nel 1921, trasformandolo nel Vittoriale degli italiani e donandolo al Regno d'Italia per celebrarne la grandezza.