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   Pescasseroli (Aq), 25/02/1866 - Napoli, 20/11/1952  

    Il maggior filosofo e storico italiano moderno, nacque a Pescasseroli (Aq) il 25 febbraio 1866, da una famiglia di ricchi proprietari terrieri.
Ancora giovanetto Benedetto Croce si trasferì a Napoli per studiare, frequentando la Facoltà di Legge all'Università, per assecondare i genitori che lo volevano avvocato, ma nel 1883, in occasione di un soggiorno con la famiglia a Casamicciola, nell'Isola di Ischia, un terremoto devastò la cittadina. Il giovane Benedetto, ferito a un braccio, rimase alcune ore sotto le macerie ricordando (come poi raccontò egli stesso) la descrizione di un altro terremoto fatta dal famoso storico napoletano Pietro Colletta. Quando fu tratto in salvo apprese che il padre, la madre e la sorella erano morti.
Dopo la tragedia visse per qualche tempo a Bomba (Ch) presso la famiglia del grande politico Silvio Spaventa, suo parente materno, che riceveva spesso nella sua casa le più insigni personalità dell'epoca.
 
    Così il giovane Croce ebbe l'occasione di arricchire il proprio bagaglio culturale conoscendo e frequentando scrittori, filosofi ed artisti mentre, lasciata la Facoltà di Legge, completava la propria cultura seguendo le lezioni di celebri professori e dedicandosi, per proprio conto, a profondi studi letterari, storici e filosofici. Studiò inoltre varie lingue, viaggiò, incontrò in Italia e all'estero un'infinità di uomini illustri coi quali tenne, in seguito, una fitta corrispondenza.
Le sue attività nel campo della cultura non conobbero limiti. Con lo stesso fervore indagò su argomenti storici e sulla vita e azioni di personaggi secondari, di figure quasi umili; con lo stesso amore si interessò, dello studio delle opere di grandi artisti e di illustri sconosciuti.
Da tutti questi studi e ricerche, trasse materia e ispirazione per scrivere moltissimi libri. Opere "difficili", dense di saggezza e di erudizione.
La più importante, L'estetica che tratta dei problemi artistici, esercitò una grandissima influenza sull'arte e sulla cultura contemporanea. In ogni sua opera, poi, il Croce delineò in modo limpido e preciso il proprio pensiero filosofico, secondo il quale Dio è concepito come uno Spirito che si manifesta attraverso la vita e le azioni degli uomini impegnati in una continua conquista per migliorare se stessi e per conoscere la realtà che li circonda.

     Per oltre 50 anni, vissuti in gran parte a Napoli, Benedetto Croce fu venerato non solo come il sommo maestro della cultura italiana, ma come uno dei massimi esponenti della cultura mondiale. Sul suo tavolo di lavoro, in quei 50 anni, passarono tutte le opere del nostro tempo, grandi e piccole, famose e del tutto ignorate; per ciascuna di esse, a prescindere da chi fosse l'autore, egli ebbe parole di lode, di incitamento, giudizi talvolta benevoli e talvolta severi.
Rimase attivo e intento a questo lavoro a lungo, fino all'età di 86 anni, quando morì a Napoli il 20 novembre 1952.