Sui Monti della Laga i castagneti occupano ampie aree nella zona nord-occidentale: tra queste troviamo la Valle del Castellano, così denominata poiché solcata dal fiume Castellano (l'antico Elvino) tributario del fiume Tronto.
La cura dei castagneti e la raccolta dei loro frutti è antica consuetudine in questo angolo ed i numerosi riferimenti storici esistenti lo testimoniano.
La più antica traccia della raccolta delle castagne in zona si ha con i frati francescani nel XIII secolo. G. F. Nardi, avvocato teramano del XVIII secolo afferma: "Crederei, che dovendosi ripiantare una Selva, si avesse a dirigere l'attenzione agli Alberi utili. Tali sono i Castagni, le Noci, le Nocelle. In uno dei ripartimenti detto Valle-Castellana, le piante di castagni sono immense...".
N. Breviglieri (1955) nel descrivere le principali varietà italiane del castagno cita tra quelle "Del Ripartimento di Teramo" i marroni di Valle Castellana definendoli: "Frutti di buona pezzatura ed uniformità". Il frutto è il prodotto della specie Castanea sativa L., varietà "Marrone di Valle Castellana".
Gli acheni hanno forma ovale ellittica di colore marrone-bruno scuro con sfumature rossastre, presentano ottime pezzature (da 70 a 120 frutti/kg), risultano facilmente sbucciabili e di un buon sapore dolce; il numero delle introflessioni dell'episperma è generalmente basso.
La percentuale di marroni settati è elevata (oltre il 40% ). Sono ottimi arrostiti o bolliti.Il sapore è più dolce rispetto alla media dato il più alto valore di glucidi solubili. I valori analitici medi indicano un contenuto proteico medio-elevato ed un contenuto energetico che si attesta sulle 140 Kcal/100g.