Tra i prodotti tipici non poteva mancare questa specialità, frutto di un'antica ricetta che si tramanda da generazioni. Il tacchino, preparato non soltanto a Nereto ma anche nei territori comunali di Torano Nuovo, Corropoli, Controguerra, Sant'Omero, Ancarano e Colonnella, viene servito caldo e intero (infatti si depezza soltanto quando viene servito), con il proprio olio di cottura.
Ha un colore dorato, un sapore sapido e delicato allo stesso tempo. E' tradizione accompagnarlo con un contorno di verze "strascinate", sia lesse che ripassate in padella, oppure di peperoni fritti.
Sempre secondo la tradizione il tacchino viene consumato maggiormente in occasione della festività di San Martino, l'11 novembre.
Il Tacchino alla canzanese
E' senza dubbio uno dei piatti simbolo della gastronomia teramana. Cotto intero e accompagnato da gelatina, il Tacchino alla canzanese ha avuto l'onore di far parte delle provviste della spedizione lunare comandata da Neil Armstrong. La scelta non fu affatto casuale, dal momento che la pietanza, oltre ad un'ottima conservabilità, è altamente nutritiva e, naturalmente, molto saporita.
Per ciò che concerne la preparazione, il tacchino deve frollare almeno per due giorni, prima della cottura. Dopo essere stato disossato, curando che non si rompa, e spiumato, può essere unto con del grasso di maiale. Per tradizione viene consumato il giorno di San Martino e a Natale.
Ogni anno, nel mese di agosto, Canzano celebra le virtù del tacchino in occasione della sagra omonima.