Il benessere d'oggi ci ha portato ad una alimentazione ricca e varia, spesso indirizzata verso un consumo smodato di proteine, grassi e zuccheri a scapito di pane, pasta e verdure. Tali disordini alimentari hanno creato i presupposti per il diffondersi delle classiche malattie moderne, generando quindi il bisogno di recuperare un'alimentazione più genuina.
Da qui la necessità di riabilitare i cereali integrali, cioè non raffinati, che diventano i rappresentanti non piu' di una cucina povera bensì salutare.
Tra questi a primeggiare è il farro, il primo cereale conosciuto nella storia dell'alimentazione umana, conosciuto ed ampiamente apprezzato già dagli Egiziani, dagli Etruschi e dai Romani.
L'avvento di cereali più redditizi scalzò la coltivazione di tale alimento che, per le sue qualità salutari e nutritive rimarchevoli, si prese la sua rivincita.
La coltivazione del farro non necessita di concimazioni chimiche e trattamenti antiparassitari, essendo una pianta molto rustica e resistente, che sfrutta al meglio le soleggiate ed asciutte colline del nostro entroterra. In Abruzzo, nella provincia di Pescara, tra i più noti e pregiati troviamo quello della zona di Corvara.
Il farro propriamente detto (Triticum dicoccum) si presta a numerosi impieghi.
I principali sono riconducibili alla preparazione di zuppe e minestre con la semola o i chicchi interi, anche se ultimamente si va riscoprendo il pane, per il suo caratteristico sapore ed aroma, e la pasta (spaghetti, linguine, penne, ecc.), per la gioia delle diete. Da non dimenticare inoltre la possibilità di preparare dolci con farina di farro (biscotti, crostate, ecc.), per la soddisfazione dei palati più fini.