I carciofi rappresentano una voce importante per l'economia provinciale.
La notevole presenza di carciofi selvatici nell'area chietina, rilevata dal padre dominicano Serafino Razzi nel 1575, testimonia l'esistenza nella zona di un ambiente particolarmente favorevole alla loro coltura.
L'ortaggio era molto diffuso, tanto che già nel XVIII secolo era possibile acquistare carciofi al mercato di Lanciano.
Negli anni '30, nel comprensorio del vastese, era presente soltanto negli orti familiari e, pertanto, destinato all'autoconsumo. Soltanto in parte veniva venduto nei mercati paesani di Vasto, San Salvo e Cupello.
La coltivazione razionale del carciofo inizia soltanto verso la fine degli anni '50, proprio ad opera degli agricoltori di Cupello che introdussero la varietà attualmente coltivata.
Il prodotto è costituito da capolini della specie Cynara scolymus L., ecotipo di derivazione del "Campagnano", varietà Carciofo Romanesco a ciclo tardivo, con maturazione in marzo-aprile.
Molto ricco di ferro, con buone caratteristiche nutrizionali ed un basso apporto calorico, il carciofo di Cupello ha un colore violaceo ed è particolarmente grande e carnoso, ideale per il consumo fresco. Per assaggiarlo basta recarsi nel comune vastese durante la prima decade di maggio, in occasione della sagra omonima che richiama ogni anno migliaia di turisti.
Oltre che a Cupello, il carciofo viene coltivato anche nei territori comunali di Lentella, San Salvo, Monteodorisio e Vasto.