Quando si parla di tradizione orafa abruzzese, non si fa riferimento semplicemente a prodotti dell'artigianato, quanto ad una vera e propria tradizione culturale capace di ricostruire un percorso di conoscenza e riscoperta degli usi e dei costumi tipici dell'Abruzzo.
Le numerose opere di oreficeria che si possono ammirare all'interno delle chiese abruzzesi dimostrano come questa attività artigianale abbia influenzato nel corso dei secoli numerose correnti artistiche, sia grafiche che pittoriche. Nel caso specifico ci riferiamo alle opere d'arte che, nell'atto di riprodurre costumi o scene di vita quotidiana, pongono al centro i gioielli indossati dalle donne.
Le botteghe orafe sono diffuse un po' in tutta la regione, anche se Scanno, Pescocostanzo e Sulmona nell'aquilano, Guardiagrele e Orsogna nel chetino, risultano essere, per tradizione, le zone con la tradizione orafa più prestigiosa. Infatti, tra i gioielli più noti d'Abruzzo troviamo la "Presentosa", da sempre prodotta a Scanno (Aq). I sapienti artigiani scannesi ne confezionano diversi modelli che differiscono a seconda della loro destinazione. Pegno d'amore, simbolo di promessa matrimoniale o della navigazione della nuova coppia, il prezioso oggetto era ed è qualcosa da sfoggiare con orgoglio e "presunzione". Altrettanto rinomate le Sciacquajje, orecchini caratteristici realizzati nell'area frentana e della Majella, da sempre rappresentate dalla grande tradizione pittorica abruzzese di fine 800, protagoniste indiscusse della XXXI edizione della Mostra dell'Artigianato della Majella.