Ricostruire la storia della ceramica abruzzese significa associarla immediatamente ad un nome divenuto famoso in tutto il mondo: Castelli.
Infatti, a partire dal XIII secolo, il piccolo comune teramano, situato ai piedi del Gran Sasso, è il centro più importante per la produzione ceramica abruzzese, al punto da essere stato ribattezzato "città della ceramica".
L'abilità dei maestri castellani è testimoniata dall'interno della chiesetta di San Donato, caratterizzato da un pavimento e un soffitto maiolicato che Carlo Levi definì "la Cappella Sistina della maiolica italiana".
Lungo le viuzze del centro storico sono ubicate piccole e caratteristiche botteghe, dove è ancora possibile vedere i ceramisti castellani all'opera.
Al di là dell'elevata qualità del prodotto, esportato ed apprezzato in tutto il mondo, l'importanza di Castelli risiede anche nell'opera svolta nella diffusione di questa antichissima attività.
Lo testimonia il successivo sviluppo dell'artigianato ceramico artistico anche in altri comuni della regione: primo fra tutti Rapino, in provincia di Chieti, che può vantare una buona tradizione, seguito da Bussi sul Tirino (Pe) e Torre de' Passeri (Pe).
Diversi invece i casi di Lanciano (Ch) e Anversa degli Abruzzi (Aq), comuni questi che rivendicano una tradizione propria anche se, a giudicare dalle forme e dalle decorazioni, le loro produzioni risentono notevolmente dell'influsso castellano.