Le Patate, la Carota, il Radicchio e il Finocchio di Avezzano
Correva il 1876 quando il principe Alessandro Torlonia procedeva alla bonifica del Fucino.
Quell'opera di alta ingegneria produsse, come effetto immediato, la creazione di una terra giovane e fertile, ad elevata vocazione agricola. Gli abitanti della Marsica si resero subito conto delle incredibili potenzialità agricole offerte dalla loro terra e avviarono, con successo, una serie di coltivazioni ancora oggi rinomatissime.
E' il caso della patata, della carota, del radicchio e del sedano.
Sebbene diffusa in molte zone dell'entroterra aquilano, quali Montereale, Barisciano, Navelli e gli altopiani delle Rocche e delle Cinque Miglia, la patata più celebre, anche in relazione alla sua importanza economica, è quella dell'Altopiano del Fucino.
A testimoniare il suo ruolo di traino nell'economia dell'area, concorre la superficie destinata a questa coltura: ben 3.000 ettari dei circa 13.000 totali del comprensorio, con una produzione che supera le 120.000 tonnellate annue.
Il prezioso tubero si distingue per le sue caratteristiche qualitative uniche, determinate dalle particolari condizioni del terreno, del clima di montagna e delle tecniche di lavorazione.
Stesso discorso vale per la Carota del Fucino. 2.000 sono gli ettari destinati alla sua coltivazione, mentre 200.000 tonnellate la produzione annua, vale a dire il 30% di quella nazionale, il 5% di quella europea e l'1% di quella mondiale. Il clima e la qualità del terreno hanno creato le condizioni ideali per lo sviluppo dell'ortaggio.
Numerose le caratteristiche che gli conferiscono una specifica identità. La carota del Fucino è tenera e croccante, ha un sapore dolce e un buon contenuto in sostanza secca. Ottimo anche il livello di oligoelementi, quali calcio, ferro, fosforo e potassio, nonché quello di vitamine: tiamina, riboflavina e soprattutto carotene, per il quale la carota del Fucino è consigliabile sia sotto forma di alimento che sotto forma di succo.
Anche il radicchio e il finocchio sono divenuti in breve tempo il fiore all'occhiello dell'agricoltura marsicana. Infatti, sono state selezionate nuove varietà, particolarmente resistenti alle malattie, con caratteristiche organolettiche migliori e più omogenee.
Queste nuove colture ben si adattano al clima locale, rigido in inverno ma mai secco in estate, tanto che per buona parte dei mesi di luglio e agosto sono presenti sui mercati soltanto il radicchio e il finocchio del Fucino.