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Prodotti tipici

    L'Abruzzo, terra eletta per la gastronomia, presenta una ricca galleria di prodotti tipici.
Numerose sono, infatti,le produzioni derivanti da un'antica tradizione storico-economica che ha sempre caratterizzato la nostra regione. Dai latticini agli insaccati, fino alla frutta e al miele, prima di esaminare i prodotti caratteristici di ciascuna provincia, vi presentiamo una breve descrizione delle produzioni comuni a tutto il territorio abruzzese.

"Settembre, andiamo. E' tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
Lascian gli stazzi e vanno verso il mar
...".

   I versi di Gabriele D'Annunzio riassumono in maniera emblematica il ruolo svolto, in Abruzzo, dalla pastorizia ovina in particolare, e dall'allevamento in generale. Latte e formaggi sono, ancora oggi, uno dei punti di forza dell'economia regionale, come testimonia la produzione del Fior di latte, del Caciocavallo e della Giuncata.

    Il Fior di latte, latticino a pasta filata, è la tipica espressione dell'industria casearia centro-meridionale, uno dei protagonisti della cucina mediterranea. Prodotto con latte vaccino intero pastorizzato, ha un sapore fresco e genuino, diffuso e apprezzato in Italia e all'estero. Con il suo impasto si ottengono altri ottimi prodotti quali treccioni, treccia, ciliegine, bocconcini e nodini.
Il Caciocavallo, il più noto tra i formaggi a pasta filata, è prodotto da latte vaccino intero. Ha un sapore dolce, delicato e gustoso ed è caratterizzato da una crosta liscia e sottile di colore giallo dorato, e da una pasta compatta di colore giallo paglierino. Il nome deriva dalla maniera in cui viene fatto maturare: una volta pronto viene appeso a coppie con una funicella di rafia, a cavallo di una pertica.
La Giuncata, prodotta con latte di pecora, si ottiene dalla pressatura del caglio in canestrini di giunco dalla caratteristica forma allungata. Secondo la tradizione viene lavorato dopo il periodo pasquale, quando gli agnelli sono stati sacrificati ai pranzi della festa. E' un formaggio destinato a scomparire, prodotto oggi solo dai pochi pastori rimasti in Abruzzo.

    Oltre ai formaggi l'Abruzzo è rinomato anche per gli insaccati, prodotti con carne di suino e riconducibili, a livello generale, a tre particolari tipologie: il Salame Aquila, la Soppressata abruzzese e il Salame abruzzese.

    Riguardo alla frutta, accanto ai prodotti del sottobosco quali fragole, more e mirtilli, uva e ciliegie, un posto di rilievo è occupato dalla mela.
Il patrimonio melicolo presenta numerose coltivazioni tipiche, specialmente nelle zone interne. Tra le località di elezione è da citare Ortona dei Marsi, in provincia de L'Aquila, da sempre famosa per la qualità delle sue mele.
L'utilizzo di questo frutto è molto radicato poiché, in passato, soprattutto in occasione della mietitura, le genti del luogo erano solite preparare "l'Acquata", vino molto leggero ricavato dalla torchiatura dei raspi d'uva. La bevanda, molto dissetante e poco alcolica, veniva portata dalle donne agli uomini che lavoravano nei campi.
Quattro le varietà di mela che si trovano nella regione: la Limoncella, la Cerina, la Gelata e la Granettona.

    La Limoncella, che presenta una buccia di colore giallo, è il fiore all'occhiello della produzione regionale. Caratteristica per la notevole serbevolezza e per il gusto asprigno, si adatta meglio delle varietà più moderne nelle zone collinari e nei terreni meno fertili.
La Cerina, detta anche "zitella" per la sua maturazione tardiva, ha un'elevata serbevolezza. La buccia è di colore giallo citrino con sfumature rosse.
La Gelata, indigena dell'Abruzzo, ha un colore verde citrino. Molto apprezzata per le sue caratteristiche organolettiche non è, tuttavia, molto produttiva.
La Granettona, cugina della renetta ma di pezzatura maggiore, presenta una buccia di colore rugginoso. Non possiede doti di gran serbevolezza, è poco longeva, ma molto resistente alla ticchiolatura.
Altre varietà tipiche dell'arboricoltura familiare abruzzese sono la mela di San Giovanni, l'Appia, la Pianuccia, l'Annurca, la Brutta e Buona, la Cipolla e la Rosa.

    L'apicoltura in Abruzzo ha origini remote. Basti pensare che un geografo arabo dell'Alto Medio Evo descriveva gli abitanti della regione come un popolo dedito alla caccia e alla raccolta del miele.
L'apicoltura razionale, che fa uso di arnie realizzate appositamente per l'allevamento delle api, sembra essersi sviluppata in Abruzzo già alla fine del XIX secolo. Le campagne di Lanciano, Pescara e Teramo, erano particolarmente vocate per tale attività, al punto che essa finì con il rappresentare una voce significativa nel reddito delle famiglie rurali. A partire dagli anni '50 si è sviluppato il nomadismo delle api, vale a dire una tecnica che consente di ottenere forti incrementi di produzione di miele e di diversificare le varietà botaniche.
Oggi l'apicoltura è abbastanza diffusa in tutte le province abruzzesi ed ha raggiunto una discreta notorietà, sia in Italia che all'estero.

     Il Miele d'Abruzzo presenta caratteristiche distintive che riguardano le specificità chimico-fisiche, gli elementi secondari dello spettro pollinico, nonché le diverse sfumature di natura organolettica. Tali specificità sono determinate da numerosi fattori, influenzati dall'area geografica di provenienza intesa sia come zona di bottinamento delle api sia come insieme di consuetudini produttive delle aziende apistiche. Viene estratto per centrifugazione o per colatura e filtrato con tessuto a sacco e posto in adeguati contenitori per la decantazione. Successivamente viene confezionato in contenitori di vetro con tappo a chiusura ermetica.
Con la denominazione Miele d'Abruzzo si indicano le varietà del Millefiori, Millefiori di Montagna e Monoflora. Tutte le varietà presentano un cristallizzazione completa, omogeneità cromatica e sapore tipico.

    Per la produzione del miele Millefiori di Montagna gli apiari sono situati ad un'altitudine minima di 800 metri s.l.m..
Diverse le caratteristiche dei mieli Monoflora:
il miele di Sulla possiede una cristallizzazione evidente e di media consistenza, un colore chiaro, un odore tenue e delicato tipo fieno, un sapore delicato e non persistente;
il miele di Lupinella presenta una cristallizzazione fine e compatta, colore chiaro, odore debole di fieno, sapore delicato e caratteristico;
il miele di Girasole, dalla cristallizzazione fine e compatta di consistenza dura, ha colore giallo come il fiore, odore leggero, sapore che ricorda il polline;
il miele di Santoreggia, infine, è caratterizzato da una cristallizzazione finissima di consistenza morbida, colore ambra chiaro con riflessi verdi, odore e sapore persistenti, gradevoli e caratteristici.

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