Da Sulmona si seguono le indicazioni per la Badia Morronese, imponente edificio (in corso di restauro) a pianta rettangolare sorto su di un' originaria grotta che tanto piacque all'eremita da convincerlo a soggiornarvi. A seguito dei continui ampliamenti e per la posizione geografica, meno aspra rispetto a quella di Santo Spirito a Majella, questo monastero (intitolato anch'esso al Santo Spirito) diventerà "caput Congregationis".
Tralasciando la Badia (in fase di restauro) si prosegue per l'eremo di Sant'Onofrio, già visibile sulla mezza costa del Morrone.
L'edificio sorge sulla grotta in cui tante volte Pietro si rifugiò in preghiera ed è considerato uno dei luoghi più sacri di tutta la Congregazione. E' in questo luogo, originariamente angusto, che Pietro cominciò a parlare di un movimento dei "Fratelli dello Spirito Santo" ed è qui che il 17 luglio del 1294 Carlo D'Angiò, re di Napoli, e suo figlio Carlo Martello, re d'Ungheria, salirono per comunicare all'eremita la sua elezione a Papa.
L'attuale struttura, ricostruita dopo le distruzioni dell'ultima guerra, pur non trasmettendo più il fascino del primitivo romitorio riesce tuttavia ad infondere una sensazione di pace, forse la stessa provata da quei pellegrini che, sfidando caldo e freddo, sostavano intere giornate davanti al piccolo spiazzo della chiesa in attesa della benedizione di Pietro, il santo eremita che visse lo stesso rigore ascetico del suo contemporaneo Francesco d'Assisi.