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Da Roccamorice all'eremo di San Bartolomeo

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Dal paese di Roccamorice, proteso su di un'ardita rupe, si seguono le indicazioni per Fonte Tettoni e, ad un bivio, si prende sulla destra la strada per l'eremo di Santo Spirito, antica sede dell'ordine dei Celestini fondato da Pietro, raggiungibile in pochi chilometri di strada asfaltata.
Il sentiero che conduce a San Bartolomeo parte invece dalla prima curva sulla destra subito dopo il bivio (cartello indicatore), percorre in discesa una carrareccia che si abbandona dopo circa dieci minuti per tagliare sulla sinistra una radura ricoperta, nel periodo estivo, da folte felci e ginestre.

     Giunti sul ciglio del burrone si imbocca un sentiero che degrada verso il basso e con arioso percorso ci si immette sul sentiero che a sinistra piega verso il romitorio, raggiungibile dopo aver superato un curioso accesso che fora la parete rocciosa per immettersi nel corridoio d'ingresso al piccolo eremo, ricavato da uno dei tanti sgrottamenti del selvaggio vallone. Affascinante nel suo biancore è la modesta facciata della chiesetta, che pare sorreggere come un Atlante pietrificato il peso dell'intera montagna.
Il luogo di culto è molto amato, e non solo dagli abitanti di Roccamorice: in agosto, nei giorni del 24 e 25, è tradizione consolidata festeggiare solennemente San Bartolomeo con una processione che dall'abitato scende verso l'eremo per prendere la statua del Santo e condurla in paese. In epoche non lontane era usanza, nella notte del giorno di festa, dormire sulla nuda roccia dell'eremo per assorbirne il potere taumaturgico.

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