Anno di istituzione del Parco: 1991 (L.394 del 6 dicembre); Anno di istituzione dell'Ente: D.P.R. 5/6/1995; Estensione: 74.095 ettari; Regioni: Abruzzo; Province: Chieti, Pescara, L'Aquila; Comuni: 38 (CHIETI: Civitella Messer Raimondo, Fara San Martino, Gamberale, Guardiagrele, Lama dei Peligni, Lettopalena, Montenerodomo, Palena, Palombaro, Pennapiedimonte, Pizzoferrato, Pretoro, Rapino, Taranta Peligna; PESCARA: Abbateggio, Bolognano, Caramanico Terme, Lettomanoppello, Manoppello, Popoli, Roccamorice, Salle, Sant'Eufemia a Majella, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Serramonacesca, Tocco da Casauria; L'AQUILA: Ateleta, Campo di Giove, Cansano, Corfinio, Pacentro, Pescocostanzo, Pratola Peligna, Rivisondoli, Roccacasale, Roccapia, Roccaraso, Sulmona); Sede: Via Occidentale, 6 - 66016 Guadiagrele (Ch) - tel.0871 800713; Simbolo: Lupo; Vette: Monte Amaro (m.2795) Monte Acquaviva (m.2737) Monte Pescofalcone (m.2646) Monte Tavola Rotonda (m.2404) Monte Cavallo (m.2178) Monte Porrara (m.2136) Monte Morrone (m.2061) Monte Le Mucchia (m.1980) Monte Rotondo (m.1732).
Peculiarità:
Il massiccio della Majella dista in linea d'aria meno di 20 km dalla costa adriatica ed è soggetto ad azioni climatiche particolari, che consentono più degli altri rilievi abruzzesi un buon innevamento nei periodi invernali e primaverili. Il Parco, nato a tutela del suo territorio, ricopre tutta l'estensione del massiccio includendo anche quello del contiguo Morrone.
La Majella è una montagna caratterizzata da forti contrasti: impervie valli, a volte difficili da risalire, giungono fino agli ampi tavolati sommitali di roccia calcarea, resi aridi per via dell'effetto carsico che ha generato nel tempo una incredibile varietà di grotte, tra cui la più nota e turisticamente fruibile è quella del Cavallone, chiamata anche della Figlia di Jorio per aver dato l'ambientazione all'opera omonima di D'Annunzio. Sita tra i Comuni di Lama dei Peligni e Taranta Peligna, la Grotta del Cavallone si trova a 1425 metri di quota e si snoda per oltre 1300 metri nelle viscere della montagna. Sulla Majella è la stessa natura che riesce a proteggersi e che ha conservato nel tempo entità botaniche uniche, non reperibili in altri luoghi. Un dato significativo è quello che riguarda la flora, che su questo massiccio concentra 1700 specie, il 30% delle piante esistenti in Italia, di cui 180 sono endemiche. Orso e lupo (provenienti dal Parco d'Abruzzo) sono presenti insieme al camoscio, al cervo e al capriolo, reintrodotti dall'uomo ed oggi acclimatati con successo.