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Da San Vito a Lanciano

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San Vito-Lanciano
    Dalle suggestive calette di San Vito, dove è possibile immergersi in un' acqua cristallina e nuotare tra pesci e cavallucci marini, in circa dieci chilometri si raggiunge il vivace centro di Lanciano, uno dei più rappresentativi d'Abruzzo.
Lanciano è l'antica Anxanum, celebre già nel periodo in cui come Municipio romano vedeva affollare le sue piazze in occasione delle Nundinae, importanti fiere a cui accorrevano da ogni dove. La tradizione, consacrata nel 1212 da Federico II, si è protratta nei secoli tanto che nel vocabolario della Crusca si trova l'affermazione: "Tu non giungesti a tempo alla fiera di Lanciano che dura un anno e tre dì".
La città si dipana su tre colli (Erminio, Petroso e Selva) dai suggestivi angoli medioevali che confluiscono nella caratteristica Piazza del Plebiscito, l'antica corte Anteana che Diocleziano, nel III sec. D.C.,volle dotare di un ponte per collegarla all'area del mercato, in modo da scavalcare il fosso della Pietrosa. Su questo ponte venne nei secoli eretta la Cattedrale di Santa Maria del Ponte, le cui origini si rintracciano attorno all'anno Mille quando, a seguito del restauro del ponte, venne ritrovata una statuetta in terracotta raffigurante la Madonna. Le attuali linee neoclassiche sono la risultanza dei rimaneggiamenti del XVI e XVII secolo e la facciata risulta ancora incompiuta. A farle da quinta sulla scenografica piazza c'è la Torre Campanaria alta 37 metri, terminata nel 1614 e costruita in cotto mediante la sovrapposizione di tre ordini (dorico, ionico, corinzio). Oltre alle tradizionali campane che battono i quarti e le ore, ospita anche una campanella nota con il nome di Squilla che ogni anno, all'antivigilia di Natale, suona per i devoti.

     Sulla destra della Torre si risale per il quartiere di Lancianovecchia, l'antico sito dove sorgeva il municipio romano. Degni di nota sono la Torre di San Giovanni della Candelora, la chiesa di Sant'Agostino (del 1270) sulla cui facciata spiccano il bel portale a ogiva e l'elegante rosone attribuiti a Francesco Petrini, cui si deve anche la più famosa Santa Maria Maggiore, e la romanica chiesa di San Biagio, la più antica di Lanciano.
Nel quartiere di Civitanova di grande interesse è la chiesa di Santa Maria Maggiore di architettura borgognona-cistercense eretta nel 1227 su di un preesistente tempio dedicato ad Apollo, nume tutelare delle Nundinae. L'elegante facciata, massima espressione del genio di Francesco Petrini, presenta una scalinata che conduce al portale a sesto ogivale, sormontato da un ricco rosone e fiancheggiato da due bifore con colonne tortili. Subito a fianco si apre un altro portale ogivale, anch'esso sormontato da rosone, ma di forme più semplici.
Nel quartiere del Borgo sorge invece la chiesa di San Francesco, che ospita il Miracolo Eucaristico, il primo del genere accertato dalla Chiesa. La storia narra che nell'VIII secolo un monaco si fece assalire dai dubbi nel celebrare la Messa, in particolare nel momento dell'Eucaristia. Ma l'ostia si tramutò in carne ed il vino divenne sangue, lasciando sbigottiti il povero monaco ed i fedeli presenti. Le reliquie, sottoposte a rigorosi esami scientifici, si sono dimostrate vera carne e vero sangue ed attualmente sono conservate in un ostensorio d'argento finemente cesellato, montato su di un calice di cristallo.